Rischio Sismico nei luoghi di lavoro: guida alla stesura del DVR

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Nonostante il Testo Unico della Sicurezza (D.Lgs. 81/08) lo richieda chiaramente, la valutazione del rischio sismico nei luoghi di lavoro è ancora vista come un fastidioso “orpello”, senza comprendere fino in fondo la vera natura catastrofica che un terremoto porta con se.

Di esempi ve ne sono stati fin troppi in questi ultimi anni, per cui diventa fondamentale rendere consapevoli Datori di Lavoro, ma anche Dirigenti Scolastici o Funzionari di una PA, di quanto sia importante integrare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) con l’analisi del Rischio Sismico (non solo sulle componenti strutturali ma anche su tutti gli elementi non strutturali ed impiantistici).

All’interno dell’ampia trattazione sul tema si riporta anche l’analisi di un documento che reca “Indicazioni per la stesura del Documento Standardizzato di Valutazione dei Rischi”, elaborato dal Comitato Regionale di Coordinamento del Veneto . Le Linee di Indirizzo si sviluppano attraverso una analisi guidata dei rischi mediante “check-list” tematiche, strutturate attraverso identificazione, valutazione, verifica degli interventi di prevenzione e gestione del rischio.

Il sisma nel documento di valutazione dei rischi: una doverosa riflessione sulla tutela dei luoghi di lavoro

“Ai terremoti non v’è rimedio alcuno. Se il cielo ci minaccia con le folgori, pure si trova scampo nelle caverne. Ma contro i terremoti non vale la fuga, non giovano nascondigli” (Petrarca – Secretum): così il Petrarca argomentava sul Terremoto nella seconda metà del XIV Secolo… e sembra che da allora poco sia cambiato nella percezione che l’uomo ha del sisma.

Ed in effetti i recenti eventi sismici hanno messo tristemente in luce l’inadeguatezza del nostro patrimonio edilizio. Non solo rispetto alle abitazioni ma anche (e soprattutto) riguardo agli edifici in cui si svolgono attività lavorative (pubbliche e private).
La Scuola di San Giuliano di Puglia, la Casa dello Studente all’Aquila, i Capannoni industriali in Emilia, l’Hotel Roma di Amatrice sono soltanto alcuni esempi di attività produttive e di luoghi di lavoro ed aggregazione colpiti severamente e sbriciolati rovinosamente sotto i duri colpi del sisma.
E sono proprio questi esempi che dovrebbero indurre Datori di Lavoro, proprietari di strutture e tecnici a compiere una approfondita disamina sul tema della tutela dei lavoratori rispetto al terremoto.

Troppo spesso la valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro è ridotta ad un mero esercizio visto come un fastidioso “orpello” incombente… troppo spesso si sottovalutano la forza e la veemenza della natura ed i loro effetti catastrofici.

Il Testo Unico della Sicurezza (D.Lgs. 81/08) è estremamente chiaro: all’Articolo 28 indica che la valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. In particolare l’Articolo 63 (in riferimento all’Allegato IV) impone, per gli ambienti di lavoro, requisiti di Stabilità e Solidità: “gli edifici che ospitano i luoghi di lavoro o qualunque altra opera e struttura presente nel luogo di lavoro devono essere stabili e possedere una solidità che corrisponda al loro tipo d’impiego ed alle caratteristiche ambientali” (nel caso specifico ci si riferisce anche, e non solo, al sisma).

E vi è di più: in base all’Articolo 64 il Datore di Lavoro dovrebbe provvedere affinché i luoghi di lavoro e gli impianti vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto più rapidamente possibile, i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori.

I recenti eventi sismici (quello del 2002 in Molise e Puglia, quello del 2009 a L’Aquila, quello del 2012 in Emilia e quello del 2016 in Centro Italia) hanno evidenziato la elevata vulnerabilità delle costruzioni (anche di quelle ad uso pubblico e produttivo), realizzate prima della nuova classificazione sismica (OPCM n. 3274 del 20 marzo 2003 e OPCM n. 3519 del 28 aprile 2006): il problema della sicurezza nei confronti del rischio sismico negli edifici è quindi estremamente rilevante.

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