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Novità sul fronte del POS per i professionisti

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In una circolare che il Consiglio nazionale forense ha inviato il 20 maggio scorso ai propri membri con alcune precisazioni sui pagamenti tramite POS, il cui uso è stato sancito dall’art. 15,comma 2 del decreto legge n. 179/2012, si mette in forte discussione l’obbligo per tutti i professionisti di dotarsi di POS. Read more →

Progettisti e imprese tra i primi creditori cui la PA salderà i debiti –

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f_32747_01I professionisti potranno beneficiare delle misure straordinarie per il saldo dei debiti della Pubblica Amministrazione. Lo ha confermato il Ministro dell’Economia Vittorio Grilli rispondendo ad una serie di quesiti dopo aver esposto davanti alle Commissioni speciali di Camera e Senato la relazione per la variazione del Def, che dopo il via libera di ieri consentirà lo sblocco dei pagamenti per 40 miliardi di euro.

Per evitare ogni sorta di dubbio, durante l’audizione il deputato Enrico Zanetti di Scelta Civica ha chiesto di specificare in modo esplicito l’applicazione dei provvedimenti per lo sblocco dei pagamenti non solo alle imprese, ma anche ai professionisti, “come ad esempio ingegneri e architetti”.

Il Ministro Vittorio Grilli ha spiegato che l’erogazione dei pagamenti avverrà secondo una sequenza. In primo luogo saranno liquidati i crediti vantati da imprese, professionisti e persone fisiche. Successivamente sarà invece la volta delle banche. Come illustrato da Grilli, il pagamento degli arretrati alle banche è importante perché consente alle imprese di accedere al credito.

Il piano del Governo per il saldo dei pagamenti
Per lo sblocco dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione è stato necessaria l’approvazione della nota di variazione del Def, Documento di economia e finanza, in base alla quale il Governo si è prefissato di immettere nel sistema una liquidità pari a 40 miliardi di euro: 20 miliardi nella seconda parte del 2013 e ulteriori 20 miliardi nel corso del 2014.

Le risorse saranno reperite grazie alla deroga alle spese 2013 per i cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali comunitari, l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno per consentire l’utilizzo degli avanzi di amministrazione disponibili, l’esclusione dal Patto di stabilità delle Regioni dei pagamenti effettuati in favore degli Enti locali sui residui passivi a cui corrispondono residui attivi di Comuni e province e l’istituzione di fondi rotativi per assicurare la liquidità agli Enti territoriali e i rimborsi fiscali pregressi a carico dello Stato, attraverso l’utilizzo delle giacenze di tesoreria.

Secondo le stime, la manovra provocherà un aumento del deficit, che dovrebbe salire al 2,9%, restando poco al di sotto della soglia massima del 3% concessa dall’Unione Europea.

Come precisato dal Ministro Grilli, le risorse non finanzieranno nuove voci di spesa, ma serviranno a sanare le criticità nel flusso dei pagamenti dalle Amministrazioni ai privati, in modo da rimettere in moto la produttività e la crescita delle imprese.

Per Grilli, nonostante la manovra sarà possibile uscire dalla procedura per deficit eccessivo. Ricordiamo infatti che per l’Unione Europea possono accedere all’allentamento dei vincoli del patto di stabilità solo i Paesi su cui non pende nessuna procedura per debito eccessivo.

Fonte [edilportale.com]

Architetti, il 40% pensa di trasferirsi all’estero – edilportale.com

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f_32677_01Nel mercato dell’architettura l’Italia si colloca al secondo posto dopo la Germania, con un volume d’affari pari a 2,8 miliardi di euro. Nonostante ciò, la situazione degli architetti appare tutt’altro che rosea. Il motivo è l’alto numero di professionisti, che con 147 mila architetti rappresenta il 27%, quindi più di un quarto del totale europeo.

A causa del numero degli architetti i guadagni medi sono quindi bassi se paragonati al resto dell’Europa. Per questi motivi, se al momento la quasi totalità degli architetti lavora in Italia, è vero anche che il 40% dei professionisti sta seriamente pensando di trasferirsi, complice anche il basso indice di soddisfazione.

Sono questi i dati che emergono dallo studio pubblicato dall’Architects’ Council of Europe. In base ai report elaborati, la soddisfazione dei professionisti non è molto alta per le prospettive di carriera, la qualità della vita e l’ambiente di lavoro, ma scende in modo brusco se si prendono in considerazione i livelli di pagamento, giudicati bassi rispetto all’impegno lavorativo, che spesso supera le 40 ore settimanali.

In Italia il 72% degli architetti lavora full time, ma a causa della crisi e della diminuzione della domanda di lavoro il 19% dei professionisti ha iniziato a lavorare part time.

Il carico di lavoro degli architetti italiani si concentra prevalentemente nel settore delle abitazioni private, seguito da quello pubblico e commerciale.

Dal punto di vista dei servizi offerti, le maggiori opportunità di lavoro riguardano il design delle abitazioni, seguito da servizi e dall’interior design.

L’organizzazione del lavoro degli architetti in Italia appare inoltre molto frastagliata. A prevalere sono gli studi singoli, in cui il professionista opera come socio unico, che rappresentano il 46% del totale. Numerosi anche i team di piccole dimensioni, formati da due a cinque architetti, mentre i gruppi di lavoro composti da trenta o più professionisti rappresentano una realtà rara.

La situazione in Europa
Il dato sui grandi studi e sulla divisione del lavoro si pone in controtendenza rispetto al resto d’Europa, dove nonostante i licenziamenti, resi necessari dalla crisi, sono proprio le realtà con più professionisti a tenere meglio, con un aumento nei livelli di reddito e nei profitti.

In generale, in base allo studio realizzato si può affermare che a partire dal 2008 la crisi ha avuto un impatto negativo sugli architetti in tutta Europa, con conseguenti diminuzioni in termini di ore di lavoro e guadagni.

Al momento sembra che la situazione si stia stabilizzando con prospettive al ribasso. Se, però, nel centro e nel nord Europa il ritmo di realizzazione delle costruzioni sta riprendendo a crescere, la situazione è ancora stagnante nel sud, dove la crisi sta avendo gli effetti peggiori.

Fonte [edilportale.com]

Redditi professionisti, ingegneri e architetti sono quelli che perdono di più – ediltecnico.it

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Secondo i dati delle Casse previdenziali, i redditi dei Professionisti sono in calo sensibile e costante: rispetto al 2007, si registrano diminuzioni anche del 25,9%, per ingegneri e gli architetti, i professionisti che pagano lo scotto più alto. Il motivo principale è il ritardo del pagamento delle parcelle, non solo dalle P.A. ma anche dai clienti privati. Per questo motivo, molti professionisti ricorrono alla riscossione crediti o addirittura al decreto ingiuntivo o al recupero crediti.

La contrazione degli stipendi non riguarda i giovani, ma soprattutto gli over 50. Anche i giovani hanno però difficoltà serie: la pensione per loro sarà più magra rispetto al passato.

Le contromisure delle Casse previdenziali
Sono corse ai ripari anche le Casse che stanno allargando le prestazioni assistenziali per gli iscritti, prestazioni che erano già aumentate del 12,3% nel 2011 rispetto al 2010, pur mantenendo i vincoli legati all’obbligo di garanzia dell’equilibrio del saldo previdenziale a 50 anni. Alcune Casse  portano avanti i crediti agevolati per i professionisti iscritti, in particolare per l’avvio dell’attività. La Casse, inoltre, hanno potenziato l’assistenza sanitaria integrativa e quella per disabili e non autosufficienti. Sono aumentati anche i sussidi economici per stato di bisogno. Lo scopo ultimo è quello di riformare il welfare, ma per farlo, servono risorse. L’Adepp, l’Associazione degli enti previdenziali privati, chide meno tasse per allargare il welfare: lo dice il Presidente Adepp, Andrea camporese. In gennaio, l’Associazione ha lanciato il “Manifesto per un welfare dei professionisti italiani”, col quale ha lanciato proprio il “welfare allargato”, un sistema di protezione che accompagna il professionista lungo tutta la vita lavorativa, fornendo più assistenza.

I lavoratori dipendenti
Anche i dipendenti degli studi professionali non se la passano meglio: in 6 mila hanno beneficiato della cassa integrazione nel 2012, con una crescita del 65% rispetto al 2011.

Uno dei motivi della crisi delle professioni è la Spending review: l’obbligo di contribuzione (che nel 2013 è salito al 10%) vale anche per gli enti previdenziali privati, inseriti nel conto economico delle P.A. Ma la questione non si chiude qui: l’Enpam (Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri) la vuole portare in Cassazione  poiché è convinta la norma vìoli i diritti soggettivi; l’Adepp ha impugnato le Circolari attuative della Spending review (il 22 e 23 maggio ci sarà l’udienza di fronte al Tar Lazio).

Facciamo ora il punto della situazione sulla crisi dei professionisti tecnici.

Architetti e Ingegneri negli ultimi tre anni hanno perso un quarto del reddito. Coloro che chiedono i sussidi per situazioni di disagio economico non più solo gli anziani, ma soprattutto i 50enni. Le contromisure di Inarcassa (che conta 160.802 iscritti) sono:
– stipulazione di una convenzione per ridurre della metà i costi della polizza assicurativa per responsabilità civile dei professionisti;
– prestiti per gli iscritti giovani (sotto i 35 anni di età);
– finanziamenti agevolati per le spese per lo studio;
– con il Comune di Bologna Inarcassa ha stipultao un accordo per investire nel fondo scuole e dare opportunità di lavoro agli iscritti, soprattutto i più giovani;
– in  futuro si vorrebbe puntare all’aiuto alle professioniste donne e madri (attualmente hanno indennità solo per 5 mesi).

Gli stipendi dei Geometri hanno subito un calo del 13% in 4 anni, dal 2007 al 2011 e la Cassa (Cipag, 95.419 iscritti) si aspetta una diminuzione di un ulteriore 4% nel 2012. La Cipag ha preso alcuni provvedimenti:
– possibilità di rateizzare il versamento dei contributi;
– possibilità di compensare i debiti previdenziali con crediti fiscali;
– partecipazione a un fondo di garanzia del Confidi, a favore degli iscritti per l’acquisto delle apparecchiature più costose per il professionista;
– si vorrebbe creare un sistema di ammortizzatori sociali.