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Società tra Professionisti, in Gazzetta il decreto sulle STP – ediltecnico.it

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architetti-progettisti-140x105Le Società tra Professionisti diventano realtà.

È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 6 aprile 2013 il decreto 8 febbraio 2013, n. 34 del Ministero della giustizia di concerto con quello dello sviluppo economico, che adotta il regolamento che disciplina l’istituzione delle Società tra Professionisti, le cosidette STP.

“Il decreto sulle Società tra Professioniti è  uno degli ultimi tasselli che compongono l’istituto della riforma delle professioni”, ha detto qualche giorno fa la presidente del CUP, Marina Calderone, “così come era partito nell’agosto del 2011″.

Contro i pericoli di abuso di questo nuovo istituto, Calderone chiama in causa direttamente i professionisti  a cui “toccherà vigilare sulla corretta applicazione della legge”.

Il regolamento sulle STP è costituito da quattro Capi per un totale di 12 articoli, suddivisi in Disposizioni generali, Conferimento dell’incarico professionale, Partecipazione alla società tra professionisti e Iscrizione all’albo professionale e regime disciplinare.

Riguardo quest’ultimo punto, ricordiamo che le Società tra Professionisti prevedono una duplice iscrizione. Le STP dovranno, infatti, essere iscritte in una sezione speciale del registro delle imprese, con funzione di certificazione anagrafica e di pubblicità notizia ai fini della verifica dell’incompatibilità. Inoltre, è prevista l’iscrizione in una sezione speciale degli albi o dei registri tenuti presso l’ordine o il collegio professionale di appartenenza dei soci professionisti. La società multidisciplinare è invece iscritta presso l’albo o il registro dell’ordine o collegio professionale relativo all’attività individuata come prevalente nello statuto o nell’atto costitutivo.

Alcune perplessità sulla reale applicabilità dell’istituto sono arrivate nei giorni scorsi dal presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, convinto che “così strutturate, le nuove società tra professionisti entrano nell’agguerrito mercato dei servizi professionali con le armi spuntate“.

Al centro delle critiche del numero uno di Confprofessioni vi sono le lacune del decreto per quanto riguarda gli aspetti fiscali contributivi da applicare alle STP (leggi anche Società tra professionisti, non si scioglie il nodo previdenziale).

Sotto l’aspetto disciplinare e deontologico, infine, il socio professionista è soggetto alle regole deontologiche dell’ordine o collegio al quale è iscritto, e la società professionale risponde disciplinarmente delle violazioni delle norme deontologiche dell’ordine al quale risulti iscritta.

Fonte [ediltecnico.it]

Debiti PA, ecco il decreto che sblocca 40 miliardi – edilportale.com

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f_32856_01È stato approvato sabato in Consiglio dei ministri il decreto legge (scarica la bozza) che sbloccherà i pagamenti delle Pubbliche amministrazioni a favore di professionisti e imprese. Come riferito in conferenza stampa dal Presidente del Consiglio Mario Monti, il decreto sblocca da subito i pagamenti di debiti commerciali delle PA verso imprese, cooperative e professionisti, per un importo di 40 miliardi di euro, che verranno erogati nell’arco dei prossimi dodici mesi.

L’operazione sarà effettuata senza sforare il limite di debito del 3% ammesso dall’Unione Europea. Il decreto legge è infatti accompagnato da una serie di misure precauzionali per contenere la spesa entro il limite di 40 miliardi e non superare la soglia del 2,9%. Per questo motivo, a settembre un monitoraggio mirato consentirà eventualmente al Ministero dell’Economia di adottare per tempo le necessarie misure per la rimodulazione delle spese.

Con la Legge di stabilità 2014 verrà inoltre programmato il completamento del processo di liquidazione avviato con il decreto legge. Saranno infatti emessi titoli del debito pubblico per liquidare i crediti in precedenza ceduti dalle imprese al sistema bancario.

I contenuti del decreto legge
Il decreto si basa su tre punti fondamentali:

– Immediato allentamento del Patto di stabilità interno. Per il 2013 saranno esclusi dal patto di stabilità interno i pagamenti di debiti certi, liquidi ed esigibili di parte capitale, cioè investimenti già effettuati dalla PA. Gli enti locali potranno erogare 5 miliardi, le regioni 1,4 miliardi, le Amministrazioni centrali 500 milioni. Per gli investimenti cofinanziati dai fondi strutturali europei saranno invece disponibili 800 milioni.

– Creazione di un Fondo destinato al pagamento dei debiti di Regioni, Province e Comuni con una dotazione di 26 miliardi di euro.

– Incremento delle erogazioni per rimborsi di impostaper 6,5 miliardi (2,5 miliardi nel 2013 e 4 miliardi nel 2014).

I meccanismi per il pagamento
I Comuni e le province entro il 30 aprile devono richiedere al Ministero dell’Economia l’autorizzazione per effettuare i pagamenti, che saranno autorizzati entro il 15 maggio e finanziati con le disponibilità liquide degli enti. Entro il 15 giugno le Amministrazioni devono comunicare importi e tempistiche alle imprese beneficiarie dei pagamenti. In attesa dell’autorizzazione i Comuni e le Province possono iniziare subito a pagare i debiti nel limite del 50% degli importi programmati.

Gli enti che non hanno liquidità possono ottenere finanziamenti a valere sul Fondo facendo domanda al Mef entro il 30 aprile.
Le amministrazioni che si avvalgono del finanziamento del MEF sono tenute a presentare un piano di ammortamento per un periodo massimo di 30 anni a un tasso di interesse agevolato. Non sono invece previsti a carico di queste amministrazioni nuovi vincoli ai piani di spese e di investimento.

In caso di richiesta di pagamenti per importi superiori alle disponibilità, le Amministrazioni seguiranno il criterio dell’anzianità del credito scaduto. Avranno la precedenza  i crediti non ceduti in ordine di anzianità.

Le prossime mosse
La cessioni dei crediti sarà semplificata e detassata. Sarà inoltre allargata la possibilità di compensare i crediti vantati nei confronti della PA con i debiti fiscali. Tutte le Amministrazioni saranno inoltre obbligate a entrare nella piattaforma informatica per la certificazione costituita presso il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato entro 20 giorni dalla sua entrata in vigore.

Per consentire il pagamento dei crediti ceduti alle banche, con la prossima legge di stabilità saranno introdotte una serie di misure a partire dal 2014. Entro il 15 settembre l’Abi dovrà predisporre l’elenco dei debiti ceduti a banche e intermediari finanziari autorizzati dalle imprese creditrici nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

Fonte [edilportale.com]