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Catasto: dal 31 marzo consultazione gratuita dei dati catastali online

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Novità sul Catasto. A partire dal prossimo 31 marzo 2014 la consultazione delle banche dati ipotecaria e catastale gestite dall’Agenzia del Territorio (ora confluita nell’Agenzia delle Entrate) avverrà gratuitamente e in esenzione di qualsiasi tributo.

A confermarlo è la recente circolare n. 2014/31224 dell’Agenzia delle Entrate in attuazione di quanto stabilito dal Decreto sulle semplificazioni fiscali (decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modificazioni dalla legge 26 aprile 2012, n. 44).

Nel merito, il decreto 16/2012 aveva infatti previsto che l’accesso ai servizi di consultazione dei dati catastali e ipotecari in carico all’Agenzia avvenisse gratuitamente e in esenzione da tributi, qualora venga espressamente richiesto presso gli uffici in relazione a beni immobili dei quali il soggetto richiedente risulta titolare, anche in parte, del diritto di proprietà o di altri diritti reali di godimento.

Come ottenere l’esenzione da tributi per la consultazione delle banche dati catastali
La circolare n. 2014/31224 dell’Agenzia delle Entrate specifica che per acquisire il diritto alla consultazione gratuita dei dati catastali e ipotecari occorre che, all’atto della richiesta, il richiedente persona fisica esibisca un documento di identità o di riconoscimento in corso di validità presso gli sportelli catastali decentrati dove effettuare la consultazione.

Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, la richiesta deve essere effettuata dal legale rappresentante o altro rappresentante organicamente riferibile all’ente, che, oltre ad esibire il proprio documento di identità o di riconoscimento, dovrà anche comprovare la propria qualità di rappresentante – legale od organico – del soggetto cui la visura stessa si riferisce. In questo caso, specificano dalle Entrate, è ammessa anche una semplice dichiarazione sostitutiva.

Fonte [ediltecnico.it]

Coordinamento della Sicurezza in Fase di Esecuzione

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Lavori di ristrutturazione dell’edificio ex Caserma Montezemolo sede della Corte dei Conti in Via Baiamonti a Roma

Restauro del Colosseo: la lunga vicenda giunge al termine, forse – ediltecnico.it

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Al Colosseo partono i lavori di restauro, almeno così sembra: sono arrivati i ponteggi che, una volta montati, permettono di iniziare a lavorare. Una notiza poco golosa, è vero, ma che arriva a conclusione di una vicenda lunghissima, che ripercorriamo brevemente di seguito e che si è intrecciata, quest’estate, con la questione della pedonalizzazione dei Fori imperiali.

Italia Nostra aveva denunciato il rischio crollo del Colosseo causa lavori di scavo per la stazione della linea C della metropolitana. Poi la notizia che il finanziamento di 25 milioni di euro dal gruppo Tod’s di Della Valle avrebbe raggiunto il proprio scopo (salvo ricorsi al Consiglio di Stato). Dopo il ricorso al Consiglio di Stato da parte del Codacons contro il finanziamento Tod’s. Dopo che il Consiglio di Stato ha respinto tale ricorso ritenendo che il Codacons non aveva titoli per presentarlo.

Oggi, nell’ambito del restauro sponsorizzato da Tod’s, al Colosseo arrivano i ponteggi e i lavori veri e propri potrebbero iniziare a ottobre, quando tutti i ponteggi necessari saranno innalzati e forniti delle necessarie utenze elettriche e idriche.

L’apertura dei cantieri al Colosseo è da luglio. Dall’inizio del restauro, l’opera dovrebbe completarsi nel giro di tre anni, ovvero entro il marzo 2016.

Durante la prima fase di restauro del Colosseo, che durerà più di un anno, si interverrà sui prospetti settentrionale e meridionale e verranno sostituite le cancellate delle arcate perimetrali.
La seconda fase del restauro durerà 18 mesi e prevede la progettazione e la realizzazione di un centro servizi con biglietteria e di un bookshop nel terrapieno tra via Celio Vibenna e la piazza davanti al monumento.
La terza fase riguarda gli interni e gli impianti, che devono essere riammodernati. La durata dell’intervento prevista è compresa tra i 18 e i 24 mesi.

Il Colosseo non verrà mai chiuso durante il periodo di restauro. L’intervento è finanziato dal gruppo Tod’s di Diego Della Valle per 25 milioni di euro.

Se vuoi ripercorrere in dettaglio tutta la vicenda leggi gli altri articoli sul restauro del Colosseo.

La vicenda del restauro si è intrecciata con un’altra vicenda che tra luglio e agosto ha acceso gli animi della Capitale: la pedonalizzazione di Fori Imperiali. Massimiliano Fuksas aveva criticato subito la scelta del sindaco Marino. “Un progetto che non mi convince”, spiega, ”perché comincia dalla fine”: dalla pedonalizzazione. E perché ”non elimina il problema sostanziale, quello della frattura nell’area archeologica creata nel 1932 dall’urbanistica fascista”. Per saperne di più sulla pedonalizzazione dei Fori imperiali leggi su Architetti.com Fori imperiali: contro la pedonalizzazione cittadini, negozianti e Fuksas.

Fonte [ediltecnico.it]

Coordinamento della Sicurezza in Fase di Esecuzione

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Lavori di ristrutturazione dell’edificio ex Caserma Montezemolo sede della Corte dei Conti in Via Baiamonti a Roma

 

Dalla serie… Ponteggi

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Manutenzione Torre ai Ponti della Laurentina – Roma

Detrazioni 50 e 55 % e Ecobonus 65%: Il testo del decreto-legge – lavoripubblici.it

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Ecco il testo definitivo del decreto-legge relativo al recepimento della Direttiva 2010/31/UE contenete, anche, la proroga degli incentivi fiscali, approvato dal Consiglio dei Ministri di venerdì scorso 31 maggio.
Nel dettaglio gli articoli che interessano la proroga degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie ed il risparmio energetico sono gli articoli 14, 15 e 16.
Con l’articolo 14 del provvedimento viene previsto un potenziamento dell’attuale regime di detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, in scadenza al 30 giugno 2013, che viene innalzato alla quota del 65%, per le spese sostenute dall’1 luglio 2013 al 31 dicembre 2013, con l’esclusione delle spese per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia nonché delle spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria, concentrando la misura sugli interventi strutturali sull’involucro edilizio, maggiormente idonei a ridurre stabilmente il fabbisogno di energia.
Così, per le spese documentate sostenute a partire dall’1 luglio 2013 fino al 31 dicembre 2013 o fino al 31 dicembre 2014 (per le ristrutturazioni importanti dell’intero edificio), spetterà la detrazione dell’imposta lorda per una quota pari al 65% degli importi rimasti a carico del contribuente, ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Con l’articolo 16 del provvedimento viene previsto che il bonus per le ristrutturazioni resti al 50 % con un tetto massimo a 96.000 Euro e con una proroga sino 1l 31 dicembre 2013.
Ma, anche in questo caso, con una novità sostanziale che riguarda l’estensione degli sgravi anche per l’arredamento. Contestualmente alla ristrutturazione casa è possibile avere un tetto aggiuntivo di 10.000 euro (oltre alle ordinare 96.000 euro) da utilizzare per l’acquisto di mobili relativi all’appartamento da ristrutturare. La somma di 10mila euro rappresenta “l’imponibile” complessivo sul quale si calcola la detrazione del 50%. In pratica, dunque, viene concesso uno sgravio massimo di 5.000 euro, da ripartire poi in dieci quote annuali.

Fonte [lavoripubblici.it]

Riqualificazione energetica, la detrazione fiscale sale al 65% – edilportale.com

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La detrazione fiscale per la riqualificazione energetica sale dal 55% al 65% e varrà fino alla fine del 2013 per i privati, e fino a giugno 2014 per i condomini. Questi ultimi però accederanno all’agevolazione soltanto se gli interventi riguardano ‘almeno il 25% della superficie dell’involucro’.

Il bonus per le ristrutturazioni mantiene invece l’aliquota del 50%, è prorogato fino alla fine del 2013 ed è esteso ai mobili e agli interventi antisismici nelle aree a rischio.

Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri di questa mattina, dando il via libera al Decreto-legge per le misure energetiche nell’edilizia.

La nuova detrazione del 65% – spiega il Governo – si concentrerà ‘sugli interventi strutturali sull’involucro edilizio, maggiormente idonei a ridurre stabilmente il fabbisogno di energia. Un’ultima conferma, e non ne sono previste successive – si legge nella nota -, stabilita per dare la possibilità a quanti non lo avessero già fatto, di migliorare l’efficienza energetica del proprio edificio’.

Per le spese documentate sostenute a partire dal 1° luglio 2013 fino al 31 dicembre 2013 o fino al 31 dicembre 2014 (per le ristrutturazioni importanti dell’intero edificio) – spiega Palazzo Chigi -, spetterà la detrazione dell’imposta lorda per una quota pari al 65% degli importi rimasti a carico del contribuente, ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Dalla detrazione del 65% sono escluse le spese per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia e le spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Questi interventi sono agevolati dal Conto Termico (leggi tutto).

Secondo il Governo ‘l’effetto concentrato nel tempo della proroga e l’aumento della percentuale della detrazione possono dare un forte impulso all’economia di settore e in particolare al comparto dell’edilizia specializzata, caratterizzato da una forte base occupazionale, concorrendo in questo momento di crisi al rilancio della crescita e dell’occupazione e allo sviluppo di un comparto strategico per la crescita sostenibile’.

La detrazione del 50% si applicherà anche ai lavori di miglioramento sismico nelle aree a rischio, come annunciato ieri dal premier Enrico Letta a Bologna, al termine di un incontro a un anno dal sisma. “Il Consiglio dei Ministri di domani – ha detto ieri Letta – affronterà il tema della necessità che il nostro Paese rilanci la politica di ristrutturazioni ecocompatibili e a rischio sismico. Ne va del nostro lavoro di prevenzione i cui costi sono infinitamente più bassi dei costi di ricostruzione. Bisogna riqualificare e ristrutturare”.

Ai contribuenti che fruiscono della detrazione del 50% è inoltre riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50%, delle ulteriori spese documentate per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione delle spese per i mobili sarà ripartita in in dieci quote annuali di pari importo e andrà calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

L’estensione della detrazione anche agli arredi è una novità dell’ultima ora e ricalca una proposta avanzata qualche mese fa da FederLegnoArredo (leggi tutto); si tratterebbe di una misura simile a quella già sperimentata qualche anno fa, che consentiva di detrarre parte delle spese (il 20%) sostenute per l’acquisto di arredi nell’ambito di una ristrutturazione.

Il nodo che il CdM ha sciolto oggi è quello della copertura finanziaria. Il testo del Decreto-legge entrato in Consiglio dei Ministri pare contenesse una percentuale di detrazione per la riqualificazione energetica pari al 75%, ipotesi respinta dal Ministero dell’Economia.

Nonostante l’esborso, una Ricerca condotta dal Centro studi della Confederazione Nazionale degli Artigiani (CNA) e dal Cresme ha dimostrato che le due agevolazioni generano un saldo positivo per lo Stato. “Tra il 1998 e il 2012 – spiega lo studio – lo Stato italiano ha incassato dall’attività avviata con gli incentivi 49,5 miliardi di euro, a fronte di minor gettito maturato pari a 31,7 miliardi di euro. Il saldo al 2012 è quindi positivo per 17,8 miliardi di euro” (leggi tutto).

Ricordiamo che il Decreto-legge che dispone la proroga delle detrazioni contiene anche le norme di recepimento della Direttiva europea 2010/31/UE in materia di prestazione energetica nell’edilizia, la cosiddetta Direttiva ‘Edifici a Energia Quasi Zero’ (leggi tutto).

Infine, il Decreto legge interviene sulla questione dell’abilitazione professionale necessaria per svolgere attività di installazione e manutenzione di impianti da fonti rinnovabili, dando la possibilità di qualificarsi facendo valere l’esperienza lavorativa già svolta (leggi tutto).

I COMMENTI
“Il provvedimento varato oggi dal Governo coinvolge tutto il comparto del legnoarredo senza alcuna limitazione. Grazie alla lungimiranza del premier Enrico Letta e del ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, potranno essere salvaguardati 8.000 posti di lavoro e 1.800 piccole imprese”. Così Roberto Snaidero, presidente FederlegnoArredo. “Quello di oggi è un grande risultato per FederlegnoArredo e per tutte le imprese che hanno dimostrato di credere in un lavoro di squadra che negli ultimi mesi ci ha visti impegnati per favorire l’approvazione di uno strumento che avrà ripercussioni positive sui consumi e sull’intero sistema del legnoarredo” ha concluso Snaidero.

Le misure approvate oggi “rappresentano il segnale che il Governo è sulla strada giusta per il rilancio dello sviluppo del Paese, che non può non partire dall’edilizia, e per quanto riguarda la salvaguardia e la valorizzazione del nostro territorio” ha commentato il Consiglio Nazionale degli architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. “Fortemente significativa, poi, l’attenzione per le misure finalizzate alla messa in sicurezza degli edifici che da tempo gli architetti italiani hanno proposto alla politica e che considerano prioritarie, tenuto conto dello stato di degrado del nostro patrimonio edilizio”. “È però ora assolutamente  necessario – ha concluso il Cnappc – che si vada verso la stabilizzazione dei bonus e che quello di oggi sia l’ultimo intervento in termini di proroghe”.

“È un decreto che va nella direzione indicata dalle proposte del PAT, ne interpreta bene lo spirito. Per questo il giudizio non può che essere positivo”. Questa la prima reazione di Armando Zambrano, coordinatore del PAT e Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, al decreto. “Noi – prosegue Zambrano – avevamo indicato precise linee di azione in tema di defiscalizzazione degli interventi per la riqualificazione energetica, col doppio scopo di valorizzare il patrimonio immobiliare del Paese e favorire un rilancio economico di un settore vitale come quello edilizio. Le nostre proposte sono state accolte”. Secondo il coordinatore del PAT, grande importanza hanno anche gli “interventi di ristrutturazione atti a garantire le misure antisismiche e la messa in sicurezza statica delle parti strutturali di edifici, sia per garantire l’incolumità delle persone sia per dare un po’ di ossigeno all’economia”.

“Questi provvedimenti concorreranno a sostenere il mercato italiano delle costruzioni che sta vivendo il periodo recessivo peggiore della propria storia, che ha determinato una flessione del valore, la chiusura di migliaia di aziende e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro”. È il commento di UNCSAAL, Unione dei produttori di serramenti metallici. “Questa decisione rappresenta un grande risultato per Uncsaal, frutto anche dalla collaborazione con Spvc e FederlegnoArredo, e di tutti coloro che a livello ministeriale e parlamentare si sono sempre battuti per la riconferma delle detrazioni per la riqualificazione energetica e per la ristrutturazione edilizia. L’impegno ora è aprire un serio e serrato confronto con il governo per studiare insieme le possibili forme di stabilizzazione e di implementazione dell’eco bonus appena prorogato” conclude il comunicato.

“Una boccata d’ossigeno per le nostre imprese” – afferma il Presidente di ANIE Confindustria, Claudio Andrea Gemme. “Diversi i settori presenti nella nostra Federazione, dall’impiantistica elettrica in generale (impianto elettrico, cablaggio) a quella specialistica (impianti di illuminazione, di sicurezza, di automazione integrata, impianti fotovoltaici) che ci aspettiamo risentiranno positivamente della proroga sulla detrazione per le ristrutturazioni”. “Ma le misure approvate oggi devono necessariamente essere un primo e non unico passo – continua Gemme – per far crescere la nostra economia, stimolare gli investimenti, riattivare la domanda interna. Importante il segnale sull’eco-bonus, innalzato al 65%, che risponde anche alla richiesta di maggiore attenzione, più volte segnalata da ANIE, sul tema dell’efficienza energetica. È pur vero, purtroppo, che sono ancora molte, forse troppe, le tecnologie determinanti per ottimizzare concretamente le prestazioni energetiche degli edifici e attualmente non previste dalla detrazione del 65%”.

Fonte [edilportale.com]

Sicurezza sul lavoro, denunciati undici titolari di ditte edili – paesesera.it

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Multe complessivamente per 72mila euro circa, verificate anche le posizioni di 75 operai di cui due risultati assunti in nero. E’ il bilancio delle verifiche che i carabinieri di Palestrina hanno effettuato nei cantieri dell’area Prenestina a Cave, Genazzano, Zagarolo, Palestrina e Poli

Undici persone denunciate a piede libero, per lo più titolari di ditte edili, multe complessivamente per 72mila euro circa, verificate anche le posizioni di 75 operai di cui due risultati assunti in nero: è il bilancio delle verifiche che i carabinieri della Compagnia di Palestrina hanno effettuato nei cantieri dell’area Prenestina a Cave, Genazzano, Zagarolo, Palestrina e Poli per verificare la sicurezza sul lavoro e le norme in materia edilizia.

I militari, accompagnati da ispettori della Asl RM/G di Palestrina, hanno eseguito le ispezioni riscontrando una ventina di infrazioni in materia di sicurezza sul lavoro tra cui l’assenza degli appositi parapetti nei pressi di sbancamenti e verso il vuoto, il non avere fornito una corretta informazione ai lavoratori in materia di sicurezza, la mancanza di opere provvisionali di sicurezza, la mancanza di segnalazioni obbligatorie di aperture al suolo e di adeguati passaggi per il transito degli operai, l’incompleto utilizzo di dispositivi di protezione individuale e, in alcuni casi , l’assenza del piano operativo di sicurezza dei lavori e di montaggio dei ponteggi. Le mancanze riscontrate esponevano i lavoratori a gravi rischi che avrebbero potuto causare infortuni. In tre cantieri è stata disposta la sospensione dei lavori.

Fonte [paesesera.it]

Detrazione fiscale 55%, in arrivo la proroga fino al 31 dicembre 2013 – edilportale.com

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Proroga fino al 31 dicembre 2013 della detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e recepimento della Direttiva europea sugli edifici a energia quasi zero.

Sono i contenuti della Bozza di Decreto-Legge in materia di energia nel settore dell’edilizia che il Consiglio dei Ministri potrebbe approvare domani.

DETRAZIONE DEL 55% PER LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
Alle detrazioni per l’efficienza energetica degli edifici è dedicato il penultimo articolo della bozza di DL. Non c’è ancora un testo ma solo un pro-memoria: “proroga per gli incentivi fiscali per gli interventi di efficienza energetica”.

Stando alle indiscrezioni delle ultime ore, il Consiglio dei Minstri dovrebbe deliberare una proroga fino al 31 dicembre 2013 della detrazione del 55% (in scadenza al 30 giugno 2013), così come annunciato dal premier Enrico Letta nella sua relazione alle Camere (leggi tutto) e ribadito dal Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, all’assemblea dei giovani costruttori Ance (leggi tutto).

Ma come sarà la nuova detrazione del 55? L’ipotesi allo studio – anticipata dal ministro Zanonato al Sole24Ore – è quella di “limitare la detrazione del 55% a chi non gode già di altri benefici fiscali, in particolare legati al cosiddetto Conto Termico, in modo tale da usare in modo più razionale queste risorse. Stiamo pensando di prorogarlo fino alla fine dell’anno – ha aggiunto il ministro -, salvaguardando così la filiera, per poi valutare in seconda battuta un prolungamento il prossimo anno attraverso una migliore definizione dei tetti oggi in vigore”.

DIRETTIVA EDIFICI A ENERGIA QUASI ZERO
Il DL che sarà approvato domani attua la Direttiva europea 2010/31/UE sulla prestazione energetica in edilizia, sul recepimento della quale l’Italia è in forte ritardo e rischia il deferimento alla Corte di Giustizia europea (leggi tutto).

La Direttiva 2010/31/UE, ricordiamo, impone agli Stati membri di fissare requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici nuovi ed esistenti, assicurare la certificazione energetica e di disciplinare i controlli sugli impianti di climatizzazione e prevede che, entro il 2021, tutte le nuove costruzioni siano “Edifici a Energia Quasi Zero”.

Per recepire la Direttiva 2010/31/UE, il nuovo DL modifica il Dlgs 192/2005, emanato a suo tempo in attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia.

Il DL adotta la nuova metodologia di calcolo della prestazione energetica dell’edificio, che tiene conto delle sue caratteristiche termiche, e fissa i requisiti minimi di prestazione energetica in modo da conseguire livelli ottimali in funzione dei costi. Uno studio su questo tema è stato condotto dal Buildings Performance Institute Europe (leggi tutto).

Nella relazione al Dl si legge che la metodologia di calcolo e i requisiti minimi di prestazione energetica sono in fase di definizione e saranno inviati alla Commissione Europea entro la metà di giugno 2013.

Viene definita una strategia per l’incremento degli Edifici a Energia Quasi Zero. La Direttiva 2010/31/UE obbliga gli Stati ad assicurare che, entro il 2021, tutte le nuove costruzioni siano a energia quasi zero, scadenza anticipata al 2018 per gli edifici pubblici. Inoltre, sono disciplinati i controlli periodici sugli impianti di climatizzazione.

Il DL trasforma l’‘attestato di certificazione energetica’ in ‘attestato di prestazione energetica’, da redigersi a cura di esperti qualificati e indipendenti, che fornirà raccomandazioni per il miglioramento delle performance energetiche. Sarà obbligatorio redigerlo in caso di costruzione, vendita o locazione e per tutti gli immobili della P.A. con quest’ultima previsione si mira a chiudere definitivamente la procedura di infrazione per la non completa attuazione della Direttiva 2002/91/CE (leggi tutto).

Importante è il capitolo sulle sanzioni. Il professionista abilitato che non rispetti i criteri e le metodologie previste rischierà una multa da 700 a 4.200 euro. Il direttore dei lavori che non presenterà al Comune l’asseverazione di conformità con l’attestato di qualificazione energetica sarà soggetto a multa da 1.000 a 6mila euro.

Il proprietario di un appartamento o l’amministratore di condominio che non fanno effettuare la manutenzione dell’impianto di climatizzazione rischieranno una multa da 500 a 3mila euro, mente chi non fornisce all’inquilino l’attestato di prestazione energetica pagherà una multa da 300 a 1.800 euro.

I commenti
Anche se “al momento non è chiaro se il 55% sarà prorogato solo fino alla fine del 2013 o reso strutturale nel tempo, e se la normativa per accedere alle detrazioni ricalcherà quella attuale o presenterà alcune novità”, “Uncsaal continua la propria azione di sensibilizzazione di Esecutivo e Parlamento affinché il 55% sia prorogato con una normativa che non penalizzi alcun prodotto e che contenga una maggiore flessibilità nella scelta delle annualità di detrazione da parte dei consumatori”. Così Uncsaal, l’unione dei Costruttori di Serramenti, sulle ipotesi di proroga delle detrazioni del 55%.

Fonte [edilportale.com]

Istanze di sanatoria: la legittimità dei provvedimenti sanzionatori – lavoripubblici.it

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Rimessa in pristino di opere abusive: in presenza di istanza di sanatoria, si possono emettere provvedimenti sanzionatori solo qualora sia stato previamente adottato un espresso provvedimento sull’istanza di condono, ma ciò comunque non è rapportabile al cosiddetto silenzio assenso delle Amministrazioni.

Con questa motivazione la V Sezione del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso in appello del Comune di Limena per la riforma della sentenza n. 1008/2000 del Tar Veneto Sez. II, che aveva annullato un provvedimento dell’Amministrazione nei confronti di due privati cittadini nel quale veniva disposta la rimessione in pristino di luoghi dove erano state realizzate delle opere ritenute abusive e per le quali era stata presentata istanza di condono – a poco più di un mese di distanza dalla richiesta di rilascio di una concessione edilizia per un’area adiacente – motivando la decisione con il silenzio assenso, essendo trascorsi ventiquattro mesi previsti dall’art. 35 della legge n. 47/1985, senza che il Comune si pronunciasse esplicitamente sulla fattispecie.

Contro tale parere del giudice di prime cure, il Comune di Limena ha quindi proposto appello proprio in Consiglio di Stato, facendo presente come l’avere emanato un provvedimento di remissione in pristino dei luoghi fosse già in sè espressione di un diniego all’istanza di sanatoria, unito tra l’altro, in questo caso, anche al fatto che il termine annuale decorrente dalla data di presentazione di domanda di sanatoria non fosse decorso, proprio per l’intervento di tale impugnativa e che il silenzio-assenso dell’amministrazione non fosse comunque scattato per l’assenza di alcuni requisiti indispensabili nell’istanza di sanatoria stessa.

I giudici di Palazzo Spada hanno invece considerate infondate tale motivazioni, e ribadendo l’illegittimità del provvedimento del Comune perché emesso senza previa adozione di uno specifico provvedimento di rigetto dell’istanza di sanatoria, hanno rilevato che quando viene presentata domanda di sanatoria di abusi edilizi, diventano inefficaci i precedenti atti sanzionatori (ordini di demolizioni, inibitorie, ordine di sospensione dei lavori), nel presupposto, così come affermato da ricorrente giurisprudenza, che “sul piano procedimentale, il Comune è tenuto innanzi tutto a esaminare ed eventualmente a respingere la domanda di condono effettuando, comunque, una nuova valutazione della situazione mentre, dal punto di vista processuale, la documentata presentazione di istanza di condono comporta l’improcedibilità del ricorso per carenza di interesse avverso i pregressi provvedimenti repressivi” (Consiglio di Stato, Sez. V, 31 ottobre 2012, n. 5553).

Ciò tra l’altro implica che non si può ritenere il silenzio assenso dell’Amministrazione quale causa di illegittimità dell’impugnativa, ragion per cui il Consiglio di Stato, ha comunque stabilito che la motivazione della sentenza di primo grado vada riformulata laddove si faccia riferimento all’essere intervenuto un condono edilizio.

Fonte [lavoripubblici.it]