Abusi edilizi che restano impuniti. Più di duecento i casi in centro – roma.repubblica.it

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Un fiume di abusi edilizi nel centro storico. Sono oltre 200 le coperture, le tettoie, i gazebo e gli allargamenti fuori legge. Scempi che in 78 casi invadono i palazzi vincolati, gli immobili storici e le facciate di pregio da via Giulia a via della Pace, da piazza di Spagna a piazza delle Coppelle, su altri 120 pende una richiesta di condono e altri 14 invece non vengono rimossi per mancato controllo da parte dei vigili o per mancanza di fondi del municipio I. “Certo è che negli ultimi tre anni gli abusi rimossi sono stati soltanto due, uno di questi era la terrazza abusiva di Lory Del Santo con vista sul Colosseo”, denuncia Nathalie Naim, consigliera del municipio I che ha elaborato un dettagliato report.

“Non si arriva mai, salvo rarissimi casi, alla demolizione. Un bilancio disastroso poiché a fronte di centinaia di abusi accertati solo due sono quelli demoliti in questi ultimi anni”, racconta la consigliera. I vigili accertano l’abuso, i tecnici del municipio scrivono una relazione e inviano al responsabile una determinazione dirigenziale di sospensione lavori. E entro 45 giorni deve essere emesso il provvedimento di demolizione. A questo punto le pratiche si bloccano per diversi motivi: c’è la mancata risposta della Soprintendenza nel caso di immobile vincolato che è l’unica a poter avviare la procedura che porta fino alla demolizione.

“Invece per consuetudine l’ufficio tecnico del municipio, nonostante la grave mancanza di personale e di fondi, si occupa anche di questi abusi però visto che la competenza spetta per legge alla Soprintendenza è tenuto prima di emettere un provvedimento di demolizione a chiederne l’autorizzazione  –  sottolinea Naim candidata nella lista civica con Marino al municipio I  –  Che però non arriva. Il risultato è che proprio gli immobili vincolati, quindi più preziosi e meritori di tutela sono quelli che possono essere deturpati impunemente con abusi edilizi che non vengono mai demoliti”. Ci sono casi su cui pende la richiesta di condono: sono 120 da via Frattina a via Mario dè Fiori, da via Condotti a via del Governo Vecchio, da via del Tritone a piazza di Pietra. Nel 25% degli abusi, le procedure avviate vengono bloccate dai ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato.

“Si arriva a sentenza dopo molti anni e a volte così si perde la traccia dell’abuso”, continua la consigliera. Quando poi si riescono a superare tutti gli ostacoli burocratici, la cronica mancanza di fondi del municipio I non permette di demolire l’abuso. “Ciò che emerge da questi dati è che il contrasto all’abusivismo edilizio in centro storico è totalmente fallimentare, nonostante vengano svolti tutti gli accertamenti e espletate le lunghe procedure amministrative, non si arriva mai alla demolizione  –  conclude Naim  –  Così da un lato vengono disperse enormi risorse della pubblica amministrazione e dall’altro la zona più pregiata della città, patrimonio Unesco, viene impunemente sfregiata da elevazioni, canne fumarie, scavi e abusi di ogni genere. La prossima amministrazione deve investire fondi per le demolizioni”.

Fonte [roma.repubblica.it]

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