Formazione professionisti, stop della Corte Europea agli Ordini – edilportale.com

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f_32858_01Un Ordine professionale non può imporre ai propri iscritti un sistema di formazione obbligatoria nell’ambito del quale l’Ordine stesso stabilisce condizioni discriminatorie a danno dei suoi concorrenti.

Lo afferma la Corte di Giustizia Europea con la Sentenza del 28 febbraio 2013 spiegando che l’obbligo per un Ordine professionale di porre in essere un sistema di formazione obbligatoria non sottrae le norme che esso emana dal campo di applicazione del diritto dell’Unione.

Il caso esaminato dalla Corte riguarda l’Ordine degli esperti contabili (Otoc) del Portogallo, un ordine professionale di natura associativa ad iscrizione obbligatoria. L’Otoc ha adottato un regolamento che obbliga i propri iscritti a conseguire 35 crediti formativi all’anno, attraverso corsi erogati o omologati dall’Otoc. Secondo il regolamento, alcuni corsi (su temi di ordine etico e deontologico) possono essere erogati esclusivamente dall’Otoc, altri (su tematiche inerenti alla professione) sia dall’Otoc che da altri organismi autorizzati dall’Otoc.

Sulla questione si è espressa l’Autorità garante della concorrenza del Portogallo affermando che il regolamento sul conseguimento di crediti formativi aveva causato una distorsione della concorrenza sul mercato della formazione obbligatoria e violato il diritto europeo: l’Otoc avrebbe riservato a sé un terzo di tale mercato e imposto condizioni discriminatorie agli altri enti di formazione.

La Corte di Giustizia Europea, interpellata dalla Corte d’Appello di Lisbona, afferma innanzitutto che un regolamento adottato da un Ordine professionale quale l’Otoc deve essere considerato come una decisione presa da un’associazione di imprese ai sensi del diritto dell’Unione in materia di concorrenza.

D’altro canto – spiega la Corte Ue -, il fatto che un Ordine sia tenuto per legge a porre in essere un sistema di formazione obbligatoria destinato ai suoi membri non sottrae le norme da esso promulgate ed ad esso esclusivamente imputabili dall’ambito di applicazione del diritto europeo in materia di concorrenza.

Infatti, l’Ordine esercita un’attività economica nel mercato della formazione professionale ma, riservandosi l’esclusiva di erogare alcuni corsi e attribuendosi il compito di omologare quelli erogari da altri enti, impone condizioni discriminatorie a danno dei suoi concorrenti.

La sentenza è importante anche per l’Italia: i Consigli Nazionali stanno infatti predisponendo in questi mesi i propri Regolamenti per l’aggiornamento professionale, in attuazione dell’articolo 7, comma 1, del Dpr 137/2012 di riforma degli ordinamenti professionali, che impone ai professionisti di “curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale” pena una sanzione per violazione delle norme deontologiche.

Dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori è stata diffusa a febbraio una bozza di Regolamento che attribuisce al Consiglio Nazionale e agli Ordini provinciali l’esclusiva per i corsi sui temi della Deontologia, Previdenza e Compensi professionali, nonché il compito di organizzare propri corsi, valutare le richieste di validazione avanzate da soggetti terzi e concedere l’accreditamento per i corsi erogati da altri soggetti, valutando tipologia, qualità e contenuti dell’evento formativo (leggi tutto).

Una organizzazione analoga a quella dell’Otoc portoghese, quindi, che rischia di violare il diritto europeo in materia di concorrenza nel mercato della formazione professionale.

I Geometri invece si apprestano a disciplinare la formazione continua obbligatoria con un apposito regolamento da redigere sulla base del nuovo Regolamento professionale (leggi tutto) che verrà discussa al 44° Congresso Nazionale in programma a Rimini da domani al 13 aprile 2013.

Fonte [edilportale.com]

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