“Via Giulia, sì all’invasione di cemento” arriva l’ok dalle soprintendenze – roma.repubblica.it

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214825606-260f8709-df4d-4256-8b73-2687775975d4Il via libera più importante è arrivato. Sul project financing di via Giulia, tutte le Soprintendenze sono d’accordo e, dai primi documenti che emergono dalla conferenza dei servizi, c’è il parere favorevole sia dell’Archeologica, sia dei Beni Culturali e Paesaggistici nonché il sigillo della direzione regionale.

Il progetto prevede sul lungotevere dei Tebaldi tra via Giulia, largo Perosi e via Bravaria: un albergo di lusso, decine di appartamenti tra i 45 e i 150 metri quadrati, un urban center e la musealizzazione dei reperti. Gli scavi non sono ancora terminati e dovrebbero durare almeno altri due mesi, dunque il parere della Soprintendenza Archeologica è legato all’esito delle indagini, tuttavia l’ok riguarda solo la sistemazione dei reperti e non il progetto di superficie e, dunque, la musealizzazione soddisferebbe in pieno le esigenze degli archeologici che lì hanno rinvenuto “i resti che costituiscano parte degli “stabula”, stalle per il ricovero dei cavalli utilizzati nelle competizioni – si legge nella relazione – Si ipotizza inoltre che la struttura, di età augustea, possa essere identificata come il “Trigarium” ovvero stalle per ricovero dei carri trainati da tre cavalli. Sono stati rinvenuti anche i resti di una struttura termale con pavimenti a mosaico e basoli appartenenti ad un antico tracciato”.

La Cam, la società che doveva realizzare i parcheggi e che ha proposto il nuovo progetto, ha chiesto di gestire l’area dei reperti per 45 anni acquisendone i profitti. “Così la ditta oltre ai guadagni favolosi, derivanti da migliaia di nuovi metri cubi realizzati in pieno centro storico, riuscirebbe a lucrare anche sui reperti archeologici – attacca Nathalie Naim, consigliere del Municipio I che ha acquisito le carte – Rimango sconcertata dal parere positivo espresso delle Soprintendenza e spero che gli altri uffici non approvino questo progetto che non risponde ad alcun bisogno dei cittadini”.

Gli edifici che saranno realizzati sono cinque e verranno costruiti lasciando un minimo distacco dai palazzi esistenti. Nella relazione si annuncia che non verranno rispettate le distanze minime previste dal Piano regolatore e dalle leggi vigenti. La ditta si giustifica motivando che occorre l’utilizzo al massimo dell’area per costruire e che “la nuova edificazione è guidata dalle giaciture delle preesistenze demolite così come risultano dal vecchio catasto e dalle fonti d’archivio. È evidente, pertanto, che non è possibile in questo caso rispettare i distacchi minimi fissati dal Piano regolatore e dalle altre normative vigenti. Sarebbe inoltre un errore dare alle traverse di via Giulia una larghezza maggiore della strada principale disequilibrando tutto il sistema”.

I palazzi avranno, però, un aspetto moderno con una struttura di cemento armato con i reperti archeologici utilizzati come decorazioni su alcune facciate. Di più. I locali al piano terra saranno utilizzati per “l’incontro, la ristorazione e il tempo libero” allo scopo di vivacizzare l’area e attrarre avventori. Il ristorante dell’albergo da 70 coperti interni, oltre all’uso degli spazi esterni, potrà essere aperto al pubblico mantenendo una gestione privata. “Ciò contribuirà a portare la vita notturna e traffico nella finora tranquilla via Giulia e nella vicina piazza della Moretta – conclude Naim – aggravando anche il problema della sosta selvaggia. Si fermi lo scempio e si realizzi il bel progetto di Deiner che ricuciva gli spazi in via Giulia con una quinta arborea”.

Fonte [roma.repubblica.it]

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